Sono felicissimo di restare a San Severo dove mi sono trovato da subito molto bene. Mi auguro di poter fare anche il prossimo anno una buona stagione. Sarà, comunque, importante non guardare a quanto fatto nell'annata appena conclusa. Ripartiamo da zero e guardiamo avanti verso l'obiettivo che, credo, possa essere l'accesso al terzo campionato che la FederBasket ha deciso di inserire dalla stagione 2011/12 tra la LegaDue e la A Dilettanti.
Ipse dixit
Ci credereste che lo stesso soggetto che ha proferito queste parole (di cui per altro è stato difficilissimo ritrovarne le tracce sul web), solo quarantotto ore dopo è stato in grado di prepararsi la valigia è andarsene?
Nulla di strano in effetti, nello sport moderno è facile incontrare come avversari giocatori e tecnici che magari nel girone prima vestivano i tuoi colori, caso mai ci saremmo risparmiati la ridondanza di certe parole proferite con l'intima convinzione di trovare qualcosa di meglio. Perchè certe offerte non nascono dall'oggi al domani e certi treni bisogna cercare di prenderli a tutti i costi.
Sebbene il nostro patron poteva farsi forte della paola data o magari di una firma che onestamente non sappiamo se ci fosse oppure no: ma per Raffaele, signore con la S maiuscola, per cui una stretta di mano vale più di un qualsiasi contratto depositato, la questione non si è minimamente posta, di fronte all'occasione capitata al suo ormai ex allenatore, ha lasciato campo libero alla nuova esperienza professionale. Ingaggio che intendiamoci, il marchigiano si è meritato sul campo al termine di due stagioni assolutamente notevoli per i mille motivi che tutti conosciamo bene.Cosa ci ha dato fastidio dunque?
Ci ha dato fastidio il fatto, che dopo due anni di tappeti rossi, di salamelecchi oltre ogni ragionevole merito, di sostegno a prescindere, il minimo che ci si sarebbe aspettato era, anche solo per mera educazione, due righe di saluto, qualche parola di doveroso ringraziamento, un qualsivoglia riferimento durante la presentazione in quel di reggio Emilia.
Invece nulla.
E non ci si racconti che non ha trovato due minuti di tempo perchè vorrebbe dire davvero trattarci come se avessimo l'anello al naso.
Ma se vi dovessi dire che mi trovo sorpreso beh, vi risponderei di no, del resto la tempestività di certe uscite fatte o mancate non è nuova, dagli isterismi della passata stagione di cui noi stessi siamo stati involontariamente coinvolti, arrivando fino alle dichiarazioni di metà girone di ritorno, in piena striscia vincente, in cui il nostro denunciava una sorta di accerchiamento, senza che nessuno onestamente ci capisse qualcosa.
Che dire, questa dovrebbe servire di lezione a chi antepone gli eroi sfuggenti del giorno, a quelle che dovrebbero essere le vere priorità della nostra pallacanestro, dovremmo avere imparato che giocatori e allenatori vanno e vengono. mentre chi resta siamo noi che viviamo con la passione per i Neri, sarebbe meglio in futuro quindi, non farsi abbagliare da quello che, per quanto importante, potrebbe essere solo transitorio, ma tenersi buoni quegli elementi che rappresentano continuità e prospettiva.
Temo però che anche questa sarà una lezione che dimenticheremo presto.
Per quanto riguarda lo specifico invece, lasciatemi togliere un sassolino dalla scarpa. Si dice che spesso ad una spiccata attitudine professionale non corrisponda un altrettanto spessore umano e morale anzi, che molto spesso il rapporto tra le due equazioni sia inversamente professionale ed io penso, comunque sia, che Piero Coen sia un grandissimo allenatore.